Julep Strainer. Un passino dalla linea semplice, ma nonostante ciò, ha una storia da raccontare.

Oggi ci imbattiamo in un racconto che ci rende un oggetto di uso comune, meno banale. Andando a conoscere le sue origini, in prospettiva, quando lo utilizzeremo o lo vedremo su un bancone, con un po' di fortuna, ci susciterà uno spunto di conversazione con il vicino o semplicemente gli daremo uno sguardo senza l’indifferenza che gli riservavamo.

Il Julep è un passino con un piccolo manico funzionale a sorreggere un disco di acciaio, forato, concavo, che posto in cima ad un bicchiere visto dall’alto può ricordare una luna piena con i suoi mari: un nobile artefatto della prima Era del cocktail con ghiaccio.

Il ghiaccio per uso nei cocktail era largamente disponibile ormai in tutte le città americane sin dagli inizi del secolo XIX, regolarmente fornito anche a quelle più calde come New Orleans dai commercianti.

Cosicché nacque assieme a ciò la necessità di filtrare i drink separando parte liquida dalla solida. Agli albori vennero usati ogni tipo di cucchiai, forati o no, dentellati, piegati e presi a prestito dalle zie che sorseggiavano il tè. In seguito fu l’avvento del Julep, un unico dispositivo filtra-ghiaccio, che si proponeva di fare esattamente e solamente questo.

Nella seconda metà dell'Ottocento era uno strumento, contrariamente al giorno d'oggi, ad utilizzo del cliente e non del barman.

A farci comprendere ciò sono le testimonianze come quella di un giornale del 1891, che registrava in un articolo il diffondersi dei Julep Strainer d’argento come regalo da matrimonio presente in tutti i negozi d’argenteria, ad impreziosire e a far brillare la dote degli sposi a fianco ai calici e vassoi d’argento.

Julep Strainer moderno

Perchè questo boom ?

Alcune relazioni storiche odierne indicano che veniva usato per esser lasciato nel bicchiere servito con ghiaccio tritato al cliente. Questo evitava di esser colpiti da una slavina di ghiaccio quando si inclinava il tumbler alla ricerca dell’ultimo goccio.

Altri suggeriscono e citano spesso le condizioni igieniche dentali dell’epoca: denti con smalto deteriorato, carie e conseguente dolorosa sensibilità al freddo.

Ma pensateci: anche evitando il ghiaccio con il passino, veniva bevuto un liquido altrettanto freddo e diversi anni prima venne brevettata una tecnologia che permetteva di bypassare i denti doloranti e raggiungere senza fastidi la gola. La cannuccia. Ovviamente personale, d’argento, portata in tasca.

Quindi ?

La risposta è più di carattere estetico. Secondo lo storico Dr. Christopher Oldstone-Moore. All’epoca portare baffi e barba era molto in voga - il 1853 segna l’inizio de “l’epoca d’oro della barba” - perché dava un tono erudito al portatore e molti medici infatti usavano portarla.

Il Julep permetteva di non inzuppare baffi e barba bevendo un drink, tenendo alla larga il problema di ridicolizzare il bevitore senza farlo passare da intellettuale erudito ad un ubriacone trasandato.

Leo Engel, 1878

“Smashes should be drank through a strainer,” cioè che i drink con ghiaccio tritato dovrebbero esser bevuti attraverso degli strainer, scrisse Leo Engel nella sua bar guide del 1878, aggiungendo che una “mustache cup” sarebbe stata utile a questo scopo.

Il Julep poi conobbe il tramonto della sua popolarità, verso la fine del secolo. Con l’ascensione dei cocktail filtrati e serviti senza ghiaccio come Martini e Manhattan, presto icone degli inizi del ‘900, passò dall’altra parte del bancone e divenne uno strumento ad uso esclusivo del bartender, perfetto ancora per trattenere il ghiaccio ma con il giusto abbinamento al tin shaker o mixing glass per via del diametro fisso.

C.B. Hopkins, 1888

Usato dalla persona che sorseggia il drink, proteggendo i baffi dal contatto con il liquido e ghiaccio, C.B. Hopkins, 1888.

C. J. Hauck Jr., 1890

Il Julep con il manico funzionale regola il livello di filtraggio alzando o abbassando il disco d’acciaio durante la bevuta, C. J. Hauck Jr., 1890.